L’Aikido è innanzi tutto budo: arte marziale. Le Arti marziali differiscono sostanzialmente da un gioco o da uno sport in quanto
attraverso il loro studio il praticante è posto continuamente di fronte alla dualità della vita e della morte.
L’Aikido è considerato in Giappone come l’esempio più evoluto di arte marziale. Pur attingendo dalle tradizionali arti di combattimento
il ju-jutsu (arte della lotta), della scuola Daito Ryu ed il ken-jutsu (arte dell’uso della spada), le tecniche sono state elaborate e
concepite dal suo Fondatore per essere al contempo straordinariamente efficaci ma intrinsecamente non violente.
Morihei Ueshiba - Fondatore dell'Aikido
Lo studio di quest’arte è mirato a neutralizzare qualunque tipo di attacco portato a mano nuda o con l’uso di armi (pugnale, bastone,
spada) e a liberarsi da ogni possibile presa eseguita frontalmente o da dietro sia sul corpo che sul vestiario; senza mai usare la forza
fisica, bensì mettendo in pratica una serie di tecniche che consentono di rendere precario l’equilibrio dell’aggressore anche operando
sul controllo delle articolazioni in modo da immobilizzarlo o allontanarlo mediante proiezione. Le tecniche sono complesse e richiedono
pertanto disciplina e concentrazione.
La pratica dell’Aikido richiede un certo impegno fisico ma è comunque rivolto senza alcuna distinzione a tutte le persone adattandosi ad
entrambi i sessi. Le lezioni si svolgono in una sala (dojo) in cui l’area di allenamento è attrezzata con speciali tappeti (tatami) la
cui funzione è quella di attutire l’impatto delle cadute.
A parteciparvi è tutto il gruppo dei praticanti che seguono l’insegnante senza alcuna distinzione di grado, età o di peso. I neofiti
indossano un keikogi bianco (costituito da un paio di pantaloni e da una casacca molto resistente all’usura delle prese); gli esperti,
cinture nere, in aggiunta indossano l’hakama nera (indumento tradizionale giapponese usato anticamente dai samurai).
Lo studio si sviluppa in modo progressivo e graduale partendo da semplici prese, fino a difendersi dall’attacco contemporaneo di più
avversari. Un costante lavoro di coppia, svolto tra i praticanti, consente l’apprendimento reciproco in quanto alternativamente si
cambiano i ruoli: chi si difende (tori) e chi attacca e riceve la tecnica (uke).
Nel corso del tempo, il livello di conoscenza raggiunto è contraddistinto da una serie di gradi, attribuiti dopo il superamento di esami.
Al di la di queste semplici schematizzazioni pratiche, vi sono comunque alcuni aspetti più profondi della conoscenza di quest’arte che
portano il praticante a raggiungere progressivamente tre fondamentali livelli.
Il livello fisico
È il primo obiettivo e corrisponde all’acquisizione dell’esatta conoscenza pratica delle tecniche; saper padroneggiare il proprio corpo
in modo da muoversi con disinvoltura e senza incertezze durante l’esecuzione delle tecniche.
Il livello mentale
È il livello per cui l’esecuzione diventa più fluida e in armonia con l’azione di attacco, non vi sono più pause o momenti di
interruzione dell’azione, si dirige l’energia dell’avversario in modo continuativo facendola scorrere nella direzione appropriata.
Il livello spirituale
È la meta più alta a cui può arrivare il praticante che vi giunge solo dopo un lungo percorso frutto di un continuo esercizio; esso
rappresenta il culmine fino quasi a sfiorare la perfezione in quanto esiste la completa unione, non solo fisica e mentale, ma soprattutto
spirituale tra tori e uke. Il corpo, non più vincolato nei suoi movimenti dai limiti della corretta esecuzione tecnica e la mente in
completa sintonia con quella dell’avversario, lasciano il posto allo spirito che può ora agire liberamente senza più vincoli di sorta.
Benché l’Aikido possa essere inteso come forma scientifica di difesa personale esso è soprattutto un metodo per sviluppare armoniosamente
il sistema di coordinamento fra mente, corpo e spirito, essendo l’allenamento fisico orientato anche verso un fine morale molto più
elevato. Secondo la filosofia del Fondatore la violenza e il desiderio di vincere o di uccidere pone l’aggressore automaticamente fuori
dall’armonia dell’Universo. Per questa ragione la competizione è totalmente assente. L’Aikido rifugge dal mito dell’uomo forte, inteso
nel senso materiale, per esaltare quello dell’Uomo in senso spirituale, quale essere umano che tenda al raggiungimento della completezza,
quasi al limite della perfezione, un uomo che rinnega la violenza quale mezzo per la scalata sociale e che accetta con umiltà di
correggere i propri errori; solo sviluppando il senso critico è possibile migliorare se stessi attraverso un lavoro costante e paziente.
I tre ideogrammi (kanji ) che compongono il termine sono:
- Ai: Armonia
- Do: Via, metodo
- Ki: Spirito
Letteralmente quindi "La Via dell’armonia dello Spirito"
Kanji Ai
Ai - Significa unione ma anche amore, armonia con le leggi della natura. Apprendere l’Aikido, è comprendere le leggi naturali del
movimento; colui che pratica è chiamato ad un intenso lavoro teso alla costante ricerca dell’armonizzazione (awase) con l’azione del
proprio compagno (uke). Le tecniche quindi si ispirano a principi di filosofia naturalistica: il vortice dell’aria, l’onda del mare ecc.
senza che mai ci sia contrasto o collisione con la potenza dell’attacco. Si comprenderà allora che la forza viene vinta non opponendosi
ma adeguandosi all’azione che irrompe. Mettendo in sintonia il proprio movimento con quello dell’attaccante è possibile dirigere
l’energia negativa dell’aggressione in maniera appropriata rendendola inefficace e senza creare danni fisici.
Kanji Ki
Ki - Significa energia vitale e quindi non solo l’energia fisica ma anche l’energia psichica e mentale. Il fine dell’Aikido è di
divenire coscienti della propria energia e di imparare a controllarla. Questa energia si chiama ki ed è la stessa che riempie l’Universo
e che nell’individuo è la misura della sua vitalità; quando non c’è ki l’immobilità e la morte sopraggiungono. Tramite le tecniche
dell’Aikido è possibile migliorare la propria salute fisica, acquisire un particolare autocontrollo ed una straordinaria energia interna,
mantenendo la scioltezza giovanile e la serenità interiore.
Kanji Do
Do - Significa Via o cammino ma, inteso come percorso e ricerca spirituale da compiere. Nella pratica dell’Aikido non c’è niente
da dimostrare; non c’è dunque spazio per l’aggressione e la violenza, non c’è mai rivalità ma soltanto l’apprendimento reciproco. Colui
che è attaccato impara a utilizzare la propria energia e colui che attacca impara a non essere ferito, perché la ferita sarebbe il
risultato inevitabile di una resistenza ostinata.
L’Aikido compie un salto in avanti rispetto alle altre arti marziali (jutsu) poiché, senza perdere in efficacia, diventa un’Arte
Spirituale. Le tecniche di difesa, rappresentano infatti il "mezzo" per conoscere se stessi e comprendere come vivere: vincere o
perdere non è dunque la giusta Via alla conoscenza, in quanto chi desidera essere imbattibile conserva uno spirito bellicoso e mantiene
la propria aggressività.
Vincere veramente significa sconfiggere lo spirito di discordia e l'egoismo del nostro animo perché ciò che desideriamo o cerchiamo di
fuggire si trova dentro di noi. La vera forza è divenire forti interiormente, mantenendo sempre la giusta calma e serenità dello
spirito ma non per questo essere deboli, bensì decisi e determinati nelle nostre azioni, sicuri delle scelte operate e sempre pronti ad
affrontare ogni nuova situazione con la giusta grinta.
Chi pratica l’Aikido acquisisce con il tempo un determinato atteggiamento sia fisico che mentale scaturito non solo dalle sue regole
comportamentali ma anche dalla peculiarità di quest’arte, che si riflettono nella vita stessa di tutti i giorni in ciascuno di noi al di
fuori della pratica nel dojo. Nella pratica con il compagno la prassi del saluto, il ringraziamento, il ripetere gli esercizi
alternativamente e le tecniche eseguite sempre nel rispetto della sua integrità fisica accrescono il senso di rispetto per la natura e
per il prossimo.
Il raggiungimento della corretta esecuzione della tecnica porta ad essere sempre precisi ed accurati su tutti i campi. La ricerca
dell’armonizzazione, possibile solo attraverso l’autocorrezione, sviluppa il proprio senso critico. L’accettazione dei consigli da parte
dei compagni più anziani (senpai) porta ad avere sempre la giusta dose di umiltà.
Entrambi costituiscono fattori determinanti per un profondo miglioramento della propria personalità. La pratica dell’Aikido (basata sulla
ricerca dell’armonizzazione, della tecnica appropriata alla situazione contingente e del rispetto per il partner), consente di cercare la
strategia giusta per raggiungere il proprio scopo. Questo è anche un modello di comportamento applicabile nella vita sociale. Anche qui,
a volte, è necessario sapersi muovere con discrezione cercando sempre la strada giusta per conseguire i propri intenti mantenendo il
rispetto per il prossimo. L’Aikido, dunque, non è soltanto una attività fisica: nel tempo e con pazienza, seguendo un bravo maestro,
cambia realmente la vita.
Non vale la pena tentare?